SUPER PATH : ULTIMA EVOLUZIONE NELLA CHIRURGIA PROTESUICA MINI-INVASIVA DELL’ANCA

SUPER PATH : ULTIMA EVOLUZIONE NELLA CHIRURGIA PROTESICA MINI-INVASIVA DELL’ANCA

 

Dal  14 settembre l’Equipe di Chirurghi  del dr. Enrico Rasia  Dani  e del dr. Antonio Vitella ha eseguito presso Casa di Cura Salus i primi interventi di protesi d’Anca con la tecnica SUPER PATH (Superior Percutaneously Assisted Total Hip).

Questa tecnica rappresenta un ulteriore passo in avanti nell’approccio mini-invasivo della chirurgia ortopedica.

La tecnica Super Path permette di limitare le incisioni (sono due separate) a 7 cm, contro i 10 cm della tecnica “mini-invasiva ora in uso” e ai circa 20cm delle altre modalità utilizzate negli interventi di protesi d’anca.

Il vantaggio per il paziente consiste, oltre che dal lato estetico (una cicatrice di dimensioni inferiori), nel fatto che si risparmiano sia le strutture muscolari sia la capsula articolare, rimanendo quindi nel massimo del rispetto dei tessuti periarticolari.

Questa tecnica consente di eseguire la sostituzione protesica dell’articolazione dell’anca lasciando l’articolazione nella sua posizione naturale, senza arrecare danni al sistema vascolare o nervoso e con una particolarità, non deve essere eseguita la lussazione per poter eseguire l’impianto.

L’approccio SUPER PATH rappresenta una evoluzione per l’impianto di protesi d’anca con accesso mini -invasivo utilizzabile anche in pazienti con pluripatologie in atto, con fragilità ossea e pazienti obesi. Permette di sfruttare i vantaggi di un approccio con risparmio dei tessuti molli, e un ridottissimo rischio di complicanze.

Si riduce inoltre il dolore nel periodo post-operatorio.

La sua applicazione dunque  riduce tempi di recupero e di degenza.

All’esito dell’intervento, non sono previste limitazioni particolari alla motilità articolare in quanto l‘impianto che ne deriva è particolarmente stabile.

In tal modo, l’attività sportiva può riprendere in tempi brevi;  tra gli sport consentiti dopo poche settimane ricordiamo ciclismo, nuoto, tennis, golf, corsa leggera ,trekking.  Dopo circa 20 giorni è già possibile la ripresa della guida.

 

Descrizione della Tecnica:

L’accesso prevede una capsulotomia (incisione della capsula articolare) in sede prossimale tra i muscoli medio gluteo e il piriforme, la conservazione dell’intera capsula, dei muscoli rotatori esterni e della struttura fibro-muscolare denominata banda ileo tibiale. La preparazione femorale (resezione della testa del femore) avviene senza lussare l’articolazione, mentre la preparazione acetabolare viene assistita attraverso una piccola incisione dedicata.

 

Questa tecnica consente di eseguire la sostituzione protesica dell’articolazione dell’anca lasciando l’articolazione nella sua posizione naturale, senza arrecare danni al sistema vascolare o nervoso e con una particolarità: non deve essere eseguita la lussazione per poter eseguire l’impianto protesico.

L’intervento è eseguito con uno strumentario specifico attraverso 2 piccole incisioni di cui la 1° di 6 cm e una 2° di circa 1 cm.

 

L’intervento di sostituzione protesica è indicato nei pazienti affetti da:

  • Artrosi coxo femorale- artrosi primaria
  • Patologie che alterano la geometria articolare con un usura precoce tra queste la displasia, l’epifisiolisi, il morbo di Perthes, la necrosi avascolare, il conflitto femoro acetabolare che portano allo sviluppo di un artrosi secondaria.

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Il paziente con questo tipo di approccio ha un basso tasso di sanguinamente e dunque  di perdite ematiche, un buon controllo del dolore post operatorio, con conseguente  più rapido recupero funzionale; dal giorno seguente l’intervento infatti,  il paziente  inizia il programma di rieducazione funzionale e ripresa delle deambulazione con ausili  ( fast track surgery).

Dopo 3-4 giorni dall’intervento il paziente solitamente viene trasferito  presso un Centro di Riabilitazione Intensiva, riducendo al minimo i tempi di ospedalizzazione.

 

Conclusioni: l’approccio SUPER PATH rappresenta una evoluzione per l’impianto di protesi d’anca con accesso mini -invasivo utilizzabile anche in pazienti con pluripatologie in atto, con fragilità ossea e pazienti obesi. Permette di sfruttare i vantaggi di un approccio con risparmio dei tessuti molli, e un ridottissimo rischio di complicanze. La sua applicazione riduce tempi di recupero nonché i costi di degenza. Non sono previste limitazioni particolari alla motilità articolare in quanto l‘impianto che ne deriva è particolarmente stabile.

L’attività sportiva può riprendere in tempi brevi, tra gli sport consentiti dopo poche settimane ricordiamo ciclismo, nuoto, tennis, golf, corsa leggera ,trekking.  Dopo circa 20 giorni è consentita la ripresa della guida.

 

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