Il Medico Risponde: 6 domande sull’osteoporosi

Il Professor Pansini risponde a 6 Domande sull’Osteoporosi all’interno della nostra rubrica “Il Medico Risponde”. Per ricevere risposta alle proprie domande, è sufficiente compilare il modulo presente alla pagina “Il medico Risponde”

osteoporosi-ospedale-privato-salus-ferrara1.Che cosa è l’osteoporosi?

L’Osteoporosi rappresenta una grave e diffusa malattia che colpisce dopo l’età di 50 anni 1 donna su 3 (e 1 uomo su 5) con elevati costi individuali e sociali legati all’insorgenza di fratture da minimo trauma causate da una riduzione di densità ossea, che determina eccessiva fragilità ossea .

2.Che cosa è la densità ossea?

La densità ossea è strettamente correlata alla massa ossea e in particolare al contenuto scheletrico del calcio, principale componente inorganica che conferisce resistenza allo scheletro.

3.Quali sono le cause dell’osteoporosi?

Per la donna la menopausa, rappresenta il principale fattore di rischio osteoporotico in conseguenza della eccessiva perdita ossea presente soprattutto nei 5-6 anni successivi alle ultime mestruazioni a causa del deficit ormonale ovarico che inizia normalmente intono ai 50 anni di età.

Altri fattori (che possono interessare anche l’uomo) favoriscono una eccessiva perdita ossea: l’uso di farmaci e la presenza di malattie che interferiscono con il metabolismo osseo, uno stile di vita inadeguato (abuso di fumo, inadeguato apporto di calcio alimentare, sedentarietà), la carenza della Vitamina D. E infine la predisposizione genetica.

4.Come si diagnostica l’osteoporosi?

Fino agli anni ’90 la diagnosi di Osteoporosi era tardiva ed era basata sulla constatazione clinica o/e radiologica di una avvenuta frattura da minimo trauma (a livello vertebrale, femorale, dell’avambraccio, delle costole).

La possibilità di misurare la densità ossea, e quindi il grado di fragilità (minore è la densità ossea e più fragile è l’osso) ha aperto l’era per una effettiva prevenzione di questa malattia. La densità ossea può essere misurata attraverso la Densitometria Ossea DXA (Double X-rays Absorptiometry), metodica “gold standard” di riferimento indicata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la diagnosi di osteoporosi a livello dei siti scheletrici specifici di frattura (come la colonna vertebrale lombare e il collo del femore).

5.Che cosa è la densitometria ossea?

La Densitometria Ossea DXA, conosciuta anche come MOC, è metodica non invasiva che si basa sulla emissione di un debole fascio di Raggi X (corrispondente a circa 2 ore di esposizione ai raggi X solari) per una durata inferiore a 5 minuti che attraversa un limitato distretto corporeo-scheletrico (area periombelicale, per la valutazione della densità della colonna lombare, coscia per la densità del femore distale). In base ad opportuni calcoli matematici computerizzati la strumentazione è in grado di determinare la densità ossea espressa in mg per cm2. Sotto un determinato valore di soglia di densità ossea stabilito dalla OMS (T-score: – 2.5) lo scheletro è fragile e a maggior rischio di frattura anche per minimo trauma.

Esistono altre metodiche che si basano sull’uso di Ultrasuoni (Ultrasonografia ossea) che, a differenza della Densitometria ossea DXA, non permettono la diagnosi di Osteoporosi (secondo i criteri dell’OMS) ma forniscono solo informazioni indirette correlate alla architettura ossea. Inoltre, non permettono, sulla base della prescrizione del Ministero della Salute di applicare i criteri per la “mutuabilità” dei farmaci osteoprotettivi prescrivibili in caso di osteoporosi.

Diverse sono state le strumentazioni di Densitometria a raggi X messe a punto nel corso degli ultimi 20 anni. Le prime strumentazioni permettevano la determinazione della densità ossea solo a livello dell’avambraccio. Le successive, pur permettendo la misurazione della densità ossea a livello vertebrale e del femore, erano caratterizzate da bassa sensibilità, maggiore esposizione ai raggi X e durata significativa di esecuzione dell’esame.

6.L’ Osteoporosi può guarire?

Non esiste una terapia dell’Osteoporosi che permetta di far regredire la malattia. Le conoscenze e le opzioni terapeutiche oggi disponibili consentono solo di limitare il processo osteoporotico  non facendolo progredire e diminuendo quindi il rischio di frattura pur rimanendo esso sempre elevato.  Le terapie ad oggi esistenti possono quindi solo “bloccare” il processo osteoporotico. La vera terapia dell’osteoporosi è la prevenzione.

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