Alcune domande al Prof. Pansini – Giornata Mondiale dell’Osteoporosi

20 Ottobre 2017 – Giornata mondiale dell’Osteoporosi

Alcune domande al Prof Francesco Saverio Pansini

 

L’Osteoporosi viene anche chiamata “malattia silenziosa” perché non presenta sintomi, ad esempio dolore, che ne possano anticipare la diagnosi ma si manifesta generalmente con una frattura anche a fronte di traumi di modesta entità. Ad oggi non esiste una terapia in grado di curare l’osteoporosi e per questo è fondamentale l’informazione e la sensibilizzazione rispetto alla prevenzione di una patologia fortemente in aumento, soprattutto fra la popolazione femminile.

In occasione della Giornata mondiale dell’Osteoporosi, abbiamo posto alcune domande al Prof. Francesco Saverio Pansini, ginecologo, già Direttore del Centro di Ricerca e Servizio per lo studio della Menopausa e Osteoporosi dell’Università di Ferrara e attualmente docente incaricato presso l’Università di Siena e Consulente per la Menopausa-Osteoporosi presso la Casa Cura Salus di Ferrara.

 

PansiniProf. Pansini come possiamo definire l’osteoporosi?

È una condizione di fragilità ossea che si instaura lentamente. È una malattia caratterizzata da un elevato rischio di frattura, irreversibile e che non presenta alcun sintomo se non quando si presenta la frattura anche a seguito di un minimo trauma. Interessa soprattutto i distretti scheletrici a prevalente componente trabecolare come i corpi vertebrali e le estremità delle ossa lunghe (es collo del femore).

Chi colpisce l’osteoporosi?

Circa 8 milioni di persone all’anno si fratturano perché affette da fragilità ossea cioè da osteoporosi. Questa malattia colpisce soprattutto la donna: dopo i 50 anni di età (1 donna su 3 e 1 uomo su 5 ne è colpito). È patologia a rilevanza sociale con alti costi individuali e sociali.

Perché la donna è più colpita dall’osteoporosi?

Fin dal momento della nascita lo scheletro cresce non solo in altezza ma soprattutto in consistenza arricchendosi di proteine, calcio, fosforo e altri oligoelementi. A 20-25 anni si raggiunge il massimo, cosiddetto “picco di massa ossea“, che è sempre più elevato nell’uomo rispetto alla donna (per motivi genetici ed ormonali). Dopo questa età la massa ossea diminuisce (sia nell’uomo che nella donna) al ritmo di circa 1% anno. Questo fenomeno fisiologico è noto come “Osteopenia“. Nella donna, tra i 45 e 55 anni, che corrisponde al periodo climaterico, in coincidenza dei primi segnali di insufficienza della funzione endocrino-riproduttiva delle ovaie (ritardi e irregolarità del ciclo) inizia una perdita ossea accelerata (fino a 5% anno) che può perdurare anche fino a 6 anni dalle ultime mestruazioni. Successivamente la perdita ossea continua al ritmo fisiologico dell’1 % anno. Questo fenomeno non è presente nell’uomo che non presenta una andropausa ormonale improvvisa e drastica. Tutto ciò spiega perché lo scheletro della donna più facilmente diviene fragile a rischio di frattura anche per minimo trauma, trasformandosi l’osteopenia in osteoporosi.

Quali sono i sintomi dell’osteoporosi?

L’osteoporosi prima dell’avvento della frattura si manifesta con nessun sintomo (dolore o altro). È una malattia subdola asintomatica che erode l’osso lentamente e solo allorquando questo è diventato fragile e si presenta una frattura anche da minimo trauma, solo allora si manifesta dolore severo con immobilità e necessità di ricovero. Al contrario dell’artrosi o artriti, che sono malattie sintomatiche fin dall’inizio con artralgie localizzate o diffuse.

Come si diagnostica l’osteoporosi prima della comparsa della frattura?

La misurazione della “densità ossea” tramite l’indagine della Densitometria Ossea con tecnica DXA (Double-energy X-rays Absorptipmetry) e’ l’unico mezzo per individuare precocemente l’osteoporosi prima dell’avvento di una frattura. La Densitometria DXA è metodica non invasiva che espone il paziente a dose trascurabile di radiazioni ionizzanti X in zone ristrette del corpo più sensibili alla perdita ossea (colonna lombare e femore prossimale).

È curabile l’osteoporosi?

Purtroppo no. Le terapie farmacologiche/ormonali esistenti sono in grado di bloccare il processo osteoporotico ma non farlo regredire. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ribadisce che l’unica vera terapia dell’Osteoporosi è la prevenzione che dovrebbe essere iniziata fin dalla pubertà al fine di raggiungere un “picco di massa ossea” adeguato e poi cercare di minimizzare la successiva fisiologica perdita ossea.

Come si attua la prevenzione dell’osteoporosi?

Le misure di prevenzione comprendono un appropriato apporto di calcio preferibilmente con l’alimentazione (dopo i 50 anni di età un apporto quotidiano di almeno 1.200 mg senza superare la soglia di 2.500 mg). Inoltre, assicurarsi che il livello nel sangue della Vitamina D sia ottimale (la Vitamina D è importante sia per l’assorbimento intestinale del calcio che per la sua fissazione all’osso congiuntamente all’azione della Vitamina K2). Assumere una “dose minima preventiva” di Vitamina D come da raccomandazione dell’OMS (800-1000 UI/die dopo i 50 anni) o, in caso di carenza, “dosi terapeutiche” più elevate. Infine, importante è una corretta attività fisica aerobica in grado di fissare il calcio allo scheletro (passeggiate a passo svelto, tapiroulant, step) per favorire una buona massa ossea. L’attività fisica anaerobica è mirata ad assicurare tonicità muscolare con conseguente maggior equilibrio e conseguente minor rischio di cadute e quindi di frattura.

Cosa fare se l’osteoporosi si è già instaurata?

In tal caso, oltre alle stesse misure di prevenzione, è necessario iniziare una terapia farmacologica o ormonale che il medico seleziona caso per caso in base anche al grado di osteoporosi, al quadro clinico generale ed eventuali controindicazioni. Qualunque sia la terapia questa non fa regredire l’osteoporosi ma, nella maggioranza dei casi, permette comunque che non si aggravi. Per chi è affetto da osteoporosi (e quindi è a rischio di frattura) sono importanti anche le misure di counseling per ridurre il rischio di cadute/traumi accidentali e conseguentemente di frattura.

Per informazioni sulla Giornata mondiale dell’Osteoporosi: www.worldosteoporosisday.org

Per informazioni sull’attività ambulatoriale del Centro Menopausa – Osteoporosi – Densitometria dell’Ospedale Privato Salus: http://ospedaleprivatosalus.it/osteoporosi/

Per ulteriori indicazioni e/o per prenotare una visita specialistica contattare l’accettazione al 0532 207472 o per mail a accettazione@salusferrara.it

Recent Posts

Leave a Comment